"Io penso che questa situazione richieda che qualcuno faccia un'azione assolutamente futile e stupida. Si tratta solo di stabilire quale."
Aprendo per caso il blog mi sono accorta del commento lasciato da Claudia e la cosa mi ha stupito un pò. Forse perché considerando la mia ignoranza in materia informatica (che ribadisco in ogni singolo discorso di ogni singola testimonianza lasciata in giro per la rete, perché è così e basta) mi pareva impossibile che si potesse scoprire un blog così a caso. Avevo sperato di trasformarmi in un piccolo Saltatempo, che dopo aver seppellito l'auto dei fratelli Pastori nel cuore della montagna, sceglieva di restare lì ad aspettare che la pietà della natura nascondesse il cadavere distrutto prima che altri lo potessero trovare. Questo vuol dire che avevo aperto il blog con la sicurezza di qualcuno convinto di aver cose interessanti da dire, ma che appena apre bocca si accorge che il mondo sta parlando più velocemente di lui e che il suo destino è quello di rimanere indietro ad ascoltare, non visto, le parole degli altri, che sono senza dubbio più interessanti e non mancheranno di farsi sentire.E la sicurezza con cui questo blog era stato aperto, è diminuita, lasciandomi nel dubbio. Continuare a scrivere oppure ignorarne l'esistenza sperando che nessuno se ne accorga? Ma mi mancava un posto su cui scrivere ancora. Un posto mio che le cose sporche non potessero toccare. Quindi ho pensato che potevo passare ancora qualche giorno in silenzio e poi ricominciare a scrivere, aspettando che i pensieri si ripulissero un pochino. Così ho continuato a vivere le mie giornate come ho sempre fatto, ma non vista. Ho avuto la sensazione di aver giocato a nascondino per un bel pò di tempo con tante persone e di essermi divertita anche parecchio, ma non mi ero accorta che a un certo punto era sopraggiunto qualcosa che aveva separato il gioco dalla vita reale. Mi sono nascosta troppo e ho aspettato che i miei compagni di giochi si stancassero di venirmi a cercare. Saltatempo a quel punto ha ritrovato il sentiero, ha girato i tacchi ed è tornato a casa. Io invece ho provato a calarmi proprio nel cuore della montagna. Non ho trovato nulla che non mi aspettassi di trovare, ma la gioia della scoperta stava nell'aver indovinato che ciò che si nascondeva laggiù stesse aspettando me. Non è proprio quello che si può definire un bel periodo e chissà se faccio bene a scriverlo qui. Ma passerà. Tante cose passano e se ne andrà anche questo. E' come se le mie mani avessero perduto un pò di forza, ma sono certa che basterà aspettare un pò e la ritroveranno. Magari proprio nel cuore della montagna insieme a tutte le altre cose che credevo di aver perso.
