New Animal House

"Io penso che questa situazione richieda che qualcuno faccia un'azione assolutamente futile e stupida. Si tratta solo di stabilire quale."

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martedì, 06 novembre 2007

“Ho sempre sognato di fare il giornalista, lo scrissi anche in un tema alle medie: lo immaginavo come un ‘vendicatore’ capace di riparare torti e ingiustizie. Ero convinto che quel mestiere mi avrebbe portato a scoprire il mondo”.

 

Buon viaggio...

 




 

 


 


postato da: newanimalhouse alle ore 12:23 | link | commenti (2)
categorie: malinconia, tributi, pensieri generici
domenica, 23 settembre 2007

Ciao Marcel




22 settembre 2007




postato da: newanimalhouse alle ore 11:07 | link | commenti (4)
categorie: arte, malinconia, teatro, tributi, pensieri generici
mercoledì, 05 settembre 2007

"Quando torni?"

L'estate è passata da poco....e come ogni anno ha compiuto il suo solito giro, regalando qualcosa, portando via qualcos'altro.
L'estate per me ha tante forme, prima fra tutte la forma di una strada che da una piccola, antica e splendida città porta verso il mare, ha la forma della musica e delle canzoni gridate di notte.
Stasera l'estate sembra più lontana, più fragile, un ricordo più trasparente.
E stasera sembra fare un pò più male. Fuori il vento soffoca il silenzio e violenta le persiane e se non avessi tanta paura del freddo probabilmente uscirei fuori a parlare con lui, ma i pensieri girano, corrono, salgono per poi riscendere a una velocità terrificante e vanno ad infilarsi sempre nel lembo di pelle alzato tra le dita, nel graffio che non si cicatrizza, nella ferita che non si chiude mai perché continuerai a toccarla, per quell'inutile, macabro gusto che ti dà il tastare una diversità sconosciuta sul fiore della pelle.
L'estate prende, l'estate dà. Scrivo stasera dopo troppo tempo perché poco fa mi sono fermata ad ascoltare una canzone che da troppo tempo non sentivo. E silenziosamente ho ringraziato l'autore di quella canzone perché mi ha regalato cinque minuti di estate in più, cinque minuti di musica, cinque minuti di canzoni gridate alla notte e cinque  minuti in più su quella strada che dai monti e dalla mia antica città corre verso il mare.



Ed era proprio lì che camminavo, tra campi di girasoli e alberi contro il cielo, quando ho cominciato a vedere. E ho rivisto  un mio amico, uno dei miei più cari amici, che ballava ridendo, bello come se fosse stato generato per sfidare il sole stesso. Un sole che batteva sopra di lui e sopra la sua danza folle e sopra le sue parole sussurrate e sopra la sua pelle leggermente abbronzata.
Ho rivisto un pomeriggio d'agosto e l'abbraccio commosso di una persona che non vedevo da due anni. Ho rivisto....la vista si è offuscata in quel preciso istante. Pensieri fastidiosi, quasi dolorosi si sono affacciati tentando di togliere la scena a quei brani di ricordo. 
Resettare e ricominciare da capo. L'estate dà, l'estate prende, l'estate prende l'estate dà, sorella antica di un tempo che da sempre gioca con le stesse regole e da sempre evita le stesse eccezioni...eccezioni per le quali a volte avresti dato molto.
Ho chiuso gli occhi, volevo vedere altro prima di andare a dormire. La notte non era ancora lì per me e il suo sguardo buio avrebbe risvegliato desideri e malinconie di cui non sentivo per niente la mancanza.
"Non ho paura di quando te ne andrai - la voce della mia migliore amica si fa corpo, luci ed ombre e paesaggi mentre le sue mani sicure reggono il volante e il lago si avvicina -  tu sei fatta per andartene da qui. L'ho capito la prima volta che ti ho vista. Ricordi? Era il primo giorno di liceo, eravamo appena bimbe e io ho pensato che tu eri bella e che avrei voluto sapere che tipo di persona fossi." Certo che lo ricordo tesoro mio...e ricordo anche di aver pensato che avevi addosso colori troppo alla moda e che non saremmo mai state amiche, te ed io. Io mi sentivo fatta per cambiare il mondo. Tu eri fatta per cambiare le persone. Troppo diverse, ho pensato...Dio, che sciocca che ero....
Quel giorno il lago ci aveva chiamate; il cielo sopravviveva di un azzurro sfacciato per un pomeriggio di marzo e lontano pochi chilometri, isole mezzo mangiate dalla nebbia di lago, che sembravano sospese in aria, espressione tanto amata da scrittori di ieri, di oggi e di domani. Nel cuore quella voglia di vivere che ti regala avere poco più di vent'anni, sensazione tanto amata dagli uomini di ieri, di oggi e di domani. Nella mente la docente di filologia e critica dantesca che aveva, poche ore prima, sigillato il mio scritto su "La Vita Nuova" con un 24, un 24 che avevo energicamente contestato. "Si rifarà all'orale" disse la docente. "Ti rifarai all'orale" sorrise la mia migliore amica. E così è stato, penso adesso, all'orale di quell'esame, giugno, presi 27. Pochi giorni dopo iniziava l'estate.
Pochi giorni dopo lei decise di aprire le porte del suo abisso ai miei occhi che fino ad allora avevano commesso l'orrendo peccato di non voler guardare.
"Forse un pò di paura adesso ce l'ho....forse non è semplice. Tu non hai idea, non ti rendi conto di quello che hai fatto. I tuoi silenzi contro lo sguardo impietosito del mondo. Forse, adesso che te ne andrai, la paura arriverà".

Il vento si è calmato ma il silenzio è quasi peggiore. Fortunatamente i miei ricordi sono ancora lì, potrei risentire la canzone, ma ora come ora mi basta pensare a un posto



e pensare che da qualche parte il sole ha smesso di splendere soltanto da un'ora....o forse qualcosa di più. E pensare che oltre quelle nubi finisca il mondo....."infinito è il mondo al di là del mare" scriveva Scipio Slataper. E forse è così che voglio continuare a immaginarlo. Soprattutto perché il mare da qui non lo vedo e la strada che gli corre incontro al momento è lontana.

Il vento ha ricominciato a soffiare e le persiane hanno ricominciato a gemere. Gioco a cercare qualche conferma in rete ma trovo soltanto delusioni.La ruota ha ricominciato a girare in quel momento. All'improvviso ho sentito che il vento soffiava anche nel ricordo, anche se molto molto più debolmente. Se fosse stato giorno, si sarebbe vista la città, da dove eravamo quella notte. Sopra un monte perfettamente parallelo a quello su cui Perugia riposa da secoli, viva, comunque, di migliaia di volti che arrivano lì da tutte le parti del mondo. Eravamo seduti intorno ad un tavolo. Pochi amici, ai piedi un paio di sandali di raso verde, tra i più belli che abbia mai avuto. La pelle offesa e lusingata per un bacio continuo ed insistente che il sole le aveva regalato dalla mattina fino alla sera. Nell'aria voci di bambini. Negli occhi dei miei amici la prima ombra della malinconia "Non andartene anche questa volta..." dicevano e il vento parlava con loro.

I pensieri fastidiosi si sono rifatti vivi all'improvviso. E ho iniziato a cercare disperatamente immagini che fossero in grado di scacciarli (perché schiacciarli è veramente impossibile).

Ho rivisto Maria Teresa mentre suonava il suo violino pochi giorni prima del diploma del conservatorio. Ho rivisto mio fratello sorridere il giorno della sua laurea, con quella solita aria svogliatamente intelligente. Ho rivisto un brindisi fatto dentro l'acqua e sopra il cielo vestito di scuro che faceva eco a risa così sincere e spontanee da sembrare quasi isteriche.
Ho rivisto il dolore che sentivo qualche mese fà e l'ho odiato così forte  che ora mi sento stanca e l'unica cosa che vorrei è un abbraccio, ma le braccia  di cui ho bisogno forse adesso  stanno  dormendo. Quindi rimando il sonno a momenti migliori.

C'è un libro di là, che mi cerca, ma non voglio farmi trovare, quindi preferisco nascondermi. Richiudo gli occhi e provo ancora a cercare nel vento....ma si è nuovamente placato e sento tornare il silenzio....se tendo l'orecchio adesso, quello che arriva sono soltanto suoni del mondo reale, ma io vorrei rivedere il mio mondo; è colorato, ha le stesse tinte invisibili che decorano i sogni notturni, tinte che da sempre tento di ricreare.

Piano piano i brani di ricordo si velano, comincia a intravedersi ciò che avevano nascosto. La danza del mio bellissimo amico si ferma all'improvviso, la mia migliore amica sorride, paga il suo gelato e si avvia verso il lago indicandomi le barche, che a tratti si vedono e a tratti no. E così anche lei, e il violino tace improvvisamente. I miei amici piangono fuori dagli occhi la malinconia  e la strada che porta al mare all'improvviso è invasa dai girasoli, ce ne sono ovunque, colorano di giallo ogni centimetro di asfalto e so che se si spingessero un pò più in là, il mare non si vedrebbe più.
La nebbia sul lago sta calando e Capo Nord si svela silenzioso nelle prime luci del giorno. Mi vedo che cammino dietro di me e decido di aspettare. Intanto la stella polare è alta e magari non c'è logica astronomica o geografica in quanto sta succedendo, ma non me ne importa nulla.  Probabilmente sto sognando tutto.

Affretto il passo, raggiungo il molo e mi fermo a guardare. Ormai la nebbia è calata completamente. Non ho mai visto una giornata tanto limpida e fissando il punto in cui la terra finisce mi accorgo che al di là del mare davvero non c'è nulla; non si vedono terre lontane, profili di isole, non si vede niente. E penso che forse, finché il vento non mi cercherà di nuovo, per oggi posso anche fermarmi qui.

lunedì, 18 giugno 2007

Ti sveglierai sull'indaco del mattino

quando la luce ha un piede in terra

e l'altro in mare....


lunedì, 11 giugno 2007

"....Ti ricordi quel sabato notte di cinque anni fa, quando abbiamo camminato dal centro fino a casa tua perchè non c'era uno stronzo che ci desse un passaggio? Ho una voglia incontrollabile di rivivere notti come quella, con te. Anche se forse, in fondo, non abbiamo mai smesso di fare quella passeggiata. In un qualche piano dell'esistere siamo ancora lì a camminare sotto i lampioni, tu ed io, verso casa tua, congelati in quel momento perfetto, in cui non sapevamo quello che sarebbe stato, in cui tutto poteva essere. Quella notte eravamo veri, eravamo noi. Se ti sembra che il dolore ti schiacci, rifugiati nel nucleo del tuo essere. E se non sai dove trovarlo, fai come me: cercalo in una notte di tanti anni fa, tra le luci alterne dei lampioni...."

Non so se arriverai qui, ma se ci arrivi sappi che mi manchi da stare male... 


lunedì, 12 marzo 2007

Siccome di gente grandiosa come lui ce n'è poca

gli auguri sono una necessità!!!

Auguri Pelle!!!!!

Ti bacio strafortissimo e salutami la Toscana quando la vedi se esci di casa...e dille che mi manca tanto...


postato da: newanimalhouse alle ore 18:43 | link | commenti (6)
categorie: musica, eventi, malinconia, amici, fave
domenica, 25 febbraio 2007


La notte è il momento peggiore per pensare. Soprattutto se una splendida fanciulla portoghese con cui è stato bello parlare per tutto il pomeriggio, sta cantando Frank Sinatra, se seduto accanto a te nel locale c'è un amico che da domani non vedrai più tanto spesso e la cosa ti fa un pochino male e se la testa comincia a correre da sola in direzioni che hai cercato di evitare per tutto il giorno. Ma la notte arriva....e l'unica cosa che puoi fare è sperare che trascorra più in fretta possibile.
Ma la notte conserva anche i suoi lati positivi e senza che tu te ne accorga te li dona in quel modo delicato che solo lei conosce. Quando poggi la testa sul cuscino e sorridi di te stessa, quando prendi tra le mani il libro che ti aspetta fedelmente sul comodino e lo sfogli controvoglia con la consolazione trasparente dell'idea che tanto il tuo libro, per quella notte, non si offenderà.
Quando sai che le ore che precedevano la notte ti hanno vista ridere e scherzare e dire, perdonate il francesismo, cazzate di livello imbarazzante con qualcuno che sai che avrebbe riso con te.
La notte è bella quando la sera hai cenato in un ristorante cinese e tre persone sedute intorno a te "suonavano il tavolo" con le bacchette con cui non erano riuscite a mangiare e nel momento in cui tagliavi in due un involtino primavera, una di queste persone ti enumerava tutte le probabili sostanze di provenienza ignota che potevano essere presenti nel ripieno, regalandoti una soave sensazione a metà tra la nausea alla bocca dello stomaco  e il "cavolo, questo qui lo vorrei come migliore amico...."
La notte è bella quando stai per addormentarti e scivoli solo un pò nel pianeta ovattato dell'inconscio e sai che ci sono parecchie ore che ti separano dal momento del risveglio e che il giorno dopo sarà domenica e quella domenica la passerai a ricordare, a sorridere ricordando e a complimentarti con te stessa perché in fondo sei stata brava a sorridere così a lungo. E i ricordi li nascondi dove sai di trovarli subito quando ti servono di più, come sempre.
La notte è splendida anche se ti affacci alla finestra e non ci sono stelle. La notte è una sorella che, se non hai sonno, resta sveglia con te ad aspettare che il sonno arrivi stringendoti la mano.
La notte è bella quando torni a casa e sei sicura che la dispensa sia vuota, ma appena la apri, come per magia, salta fuori un pacco di biscotti al cioccolato che non ricordavi di aver comprato.
La notte è bella quando la musica è stata bella per una serata intera e quando, per almeno un momento, sei riuscita a non pensare al fatto che poi la notte sarebbe arrivata.




postato da: newanimalhouse alle ore 02:33 | link | commenti (2)
categorie: musica, ricordi, malinconia, amici, fantasia, pensieri generici